Mercante in Fi(li)era – Un viaggio tra caporalato, sostenibilità e diritti

La legge sul caporalato è il primo passo contro la filiera sporca del cibo
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Presentato alla Camera il terzo rapporto #FilieraSporca
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Da dove proviene il cibo che acquistiamo? Chi lo produce? Cosa si nasconde dietro prezzi invitanti e slogan confortevoli?

E’ quello che abbiamo provato a raccontare lunedì 14 novembre, al Teatro Ambra alla Garbatella di Roma, con Mercante in Fi(li)era, una serata tra musica e parole nata con l’intento di spiegare l’intreccio tra caporalato, made in Italy, sostenibilità e storie di chi prova a costruire una filiera pulita e trasparente.

La serata è stata anche l’occasione per presentare in anteprima alcuni risultati del nuovo rapporto sulla filiera del pomodoro della campagna Filiera sporca “Spolpati” e proseguire il viaggio de “I Signori del Cibo“. 

Grazie a chi ha deciso di esserci, arrivando da qualsiasi parte di Roma.

Grazie a chi avrebbe voluto esserci e ci ha seguito attraverso la diretta FB.

Grazie a Fabio Ciconte, direttore Terra!Onlus e portavoce campagna #FilieraSporca, Stefano Liberti, giornalista e scrittore, Giorgio Zanchini, giornalista Radio Rai1, per averci aiutato a chiarire le opacità della filiera del pomodoro, a Marco Omizzolo, presidente In Migrazione, e Yvan Sagnet, vice presidente Cetri-Tires, per le loro storie dal campo, a Francesco Franzese, per averci spiegato che è ancora possibile fare impresa in modo sano come dimostra l’industria La Fiammante, a Stefania Mancini, fondazione Charlemagne, per averci raccontato il ruolo della filantropia nelle campagne sociali, e a Patrizia Vita, B&B L’ortigiana, per la testimonianza diretta sul terremoto che ha colpito il suo Comune, Ussita.

Grazie a Lorenzo Terranera, per le bellissime illustrazioni che hanno accompagnato tutta la serata, e ad Alessandro PieravantiEric Caldironi (Il Muro del Canto) e Roberto Angelini per la splendida colonna sonora e i racconti.

Grazie ai preziosissimi volontari di Terra! senza i quali questo spettacolo non sarebbe mai potuto “andare in scena”.

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