La risposta di Terra! all’editoriale del Corriere sul caporalato

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Negli ultimi tre anni abbiamo percorso in lungo e in largo l’Italia, per raccontare cause ed effetti dello sfruttamento del lavoro in agricoltura. Abbiamo realizzato inchieste, campagne e progetti concreti per dimostrare che un’alternativa al caporalato c’è e va sostenuta. Nonostante questo, ci è toccato leggere un editoriale di Pierluigi Battista sul Corriere della Seralo scorso 18 gennaio, che affermava, testuale: “Non c’è sindacato, associazione, partito che protesti contro lo sfruttamento disumano dei migranti”.

Abbiamo deciso di rispondere, con una lettera di Fabio Ciconte, direttore di Terra!, pubblicata in parte il 21 gennaio. Ve la riproponiamo qui sotto in versione integrale.

 

Gentile direttore,

Ho letto l’editoriale di Pierluigi Battista dal titolo “l’imbarazzante silenzio sul nuovo schiavismo” e, devo dire, sono rimasto decisamente stupito dalla quantità di inesattezze.
Senza volermi soffermare sul fatto che i pomodori si raccolgono in estate in Puglia e non, come si legge nell’articolo, in Calabria, quello che reputo assai grave e il puntare il dito contro l’assenza e il silenzio di associazioni e sindacati.
In questi anni, Terra! – l’associazione che dirigo – ha guidato la campagna Filiera Sporca con l’obiettivo di far luce sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro in agricoltura. Insieme a una coalizione di decine di associazioni (da Amnesty international a Medici senza frontiere, passando per la Flai-cgil) ci siamo battuti perché venisse approvata la legge 199 contro il caporalato. Una legge importante che ha permesso gli arresti di pochi giorni fa nell’agropontino.
Ci siamo battuti, spesso nel silenzio dei media, per dare voce alle migliaia di persone sfruttate nei campi, per raccontare le storture delle filiere e le responsabilità della Grande distribuzione organizzata.
Abbiamo denunciato la pratica delle aste on line al doppio ribasso con cui la GDO acquista a pochi centesimi milioni di bottiglie di passate, indebolendo l’agricoltura e creando il terreno di coltura sul quale cresce e prolifera il caporalato.
Abbiamo raccontato come funziona la raccolta delle arance o quella del pomodoro e le condizioni inumane e degradanti in cui vivono i braccianti nei ghetti di Borgo Mezzanone o di Rignano.
Aiutiamo ogni giorno persone a uscire dal cono d’ombra dell’invisibilità, attraverso percorsi di inserimento lavorativo in aziende del territorio.
Abbiamo persino messo in piedi un’orchestra dei braccianti che suonano in giro per l’Italia.
Ecco, leggere le parole di Battista fa male, perché non si riconosce la fatica di chi ogni giorno combatte per estirpare una piaga del paese e lo fa con risorse proprie e assumendosene i rischi.
Capisco che sia molto più affascinante occuparsi ogni giorno delle beghe di Salvini, Di Maio, Renzi etc ma le assicuro che basterebbe affacciarsi nel mondo reale per capire che qualcosa si muove.

Resto a disposizione per raccontarvi come funziona il complesso mondo del caporalato, cosa si dovrebbe fare per debellarlo e cosa si sta facendo. Sono certo che sarebbe di interesse per i vostri lettori.

 

Fabio Ciconte – Direttore Terra! Onlus

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