Asta al ribasso di Eurospin sul pecorino: Terra! scrive al Ministro dell’Agricoltura

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Mentre divampava la protesta dei pastori sardi sul prezzo del latte, Eurospin acquistava 10 mila quintali di pecorino con un’asta al ribasso (leggi l’inchiesta di Fabio Ciconte e Stefano Liberti su Internazionale). Oggi il gruppo ha deciso di sospendere gli accordi commerciali in essere e riconoscere ai fornitori 1 euro in più al chilo. Terra! scrive al Ministro dell’Agricoltura: «Le aste al ribasso strozzano i pastori e gli agricoltori, è tempo di vietarle per legge».


Vietare per legge le aste al buio e al ribasso, con cui i discount rischiano di strangolare pastori e agricoltori. È la richiesta dell’associazione Terra!, che questa mattina ha inviato una lettera al Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio per esprimere preoccupazione sugli effetti dell’asta al buio che la catena di discount aveva indetto per acquistare 10 mila quintali di pecorino romano a 5 euro al chilo. Nel frattempo, dopo alcune richieste di chiarimenti rimaste inevase, con un post su Facebook il discount ha dichiarato che «sostiene i produttori sardi di latte sospendendo gli accordi commerciali in essere e riconoscendo unilateralmente ai fornitori di pecorino romano a marchio proprio (Pascoli Italiani) un aumento del prezzo all’acquisto pari a 1€ al Kg».

«Accogliamo con favore l’annuncio di Eurospin – dichiara Fabio Ciconte, direttore di Terra! – In un momento in cui la crisi del latte sardo è esplosa in tutta la sua drammaticità è sicuramente un passo avanti. Tuttavia, diventa urgente e inderogabile vietare le aste al ribasso sui prodotti alimentari. Queste pratiche sleali hanno l’effetto di fissare un prezzo di riferimento per tutti gli altri gruppi distributivi, che saranno invogliati a forzare al ribasso la contrattazione con i fornitori».

L’asta al buio consiste nell’assegnazione dei contratti di fornitura dopo una gara al ribasso, in i fornitori sono chiamati a fare un’offerta senza sapere chi (e quanti) sono i concorrenti. Se al termine dell’asta, condotta per via telematica, due o più fornitori hanno offerto la stessa cifra, vengono coinvolti in una seconda battuta in cui si premia l’offerta migliore. Ovvero la proposta di prezzo inferiore.

Con la lettera inviata al Ministro, Terra! denuncia che «le aste costringono i fornitori a competere selvaggiamente per assicurarsi il contratto con la catena di distribuzione, in una guerra che spinge i prezzi verso il basso e scarica i suoi effetti dannosi sugli ultimi anelli della filiera, cioè produttori e lavoratori agricoli».

La direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali nella filiera alimentare, approvata a dicembre, è un importante passo avanti nella definizione di una cornice normativa più solida a difesa della parte agricola, che spesso non riesce a competere con i giganti della distribuzione. Ma le aste al buio e al doppio ribasso non sono incluse nell’elenco europeo delle pratiche scorrette. Per questo, Terra! sollecita la politica a «sanare al più presto questa lacuna con un provvedimento normativo a tutela dei produttori e contro lo sfruttamento».

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