Lettera aperta dei pastori sardi a Eurospin: “Rinunciate alle aste al ribasso”

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Dopo l’inchiesta pubblicata ieri su Internazionale da Fabio Ciconte e Stefano Liberti, e dopo la lettera di Terra! al Ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio, i pastori sardi scrivono a Eurospin di rinunciare alle aste al ribasso.

Questa la loro lettera.

 


 

Alla cortese attenzione di Eurospin Italia

 

Gentile Direttore generale,

abbiamo accolto con sollievo la vostra decisione di annullare gli accordi commerciali in base ai quali, secondo quanto emerso da una inchiesta di internazionale.it, Eurospin avrebbe acquistato 10mila quintali di pecorino romano attraverso il meccanismo delle aste al ribasso.

Come avrete letto dalle cronache di queste settimane, la protesta dei pastori è nata per riconoscere un prezzo adeguato al nostro lavoro che, se pagato 60 centesimi per litro di latte, non ci consente di vivere dignitosamente.

In questi lunghi giorni di trattativa non siamo ancora riusciti a definire una giusta remunerazione per il prezzo del latte che, lo ribadiamo, non può essere inferiore agli 80 centesimi al litro. Cifra impossibile da garantire se il pecorino viene acquistato dalla Grande distribuzione per soli 5 euro al chilo attraverso le aste al ribasso.

Apprendiamo inoltre che verrà garantito il pagamento di 1 euro in più per ogni chilo di pecorino acquistato ma chiediamo che vi facciate garanti presso i trasformatori perché parte di questo aumento venga riconosciuto legittimamente ai pastori.

L’agricoltura e la pastorizia soffrono da troppo tempo di una svalutazione economica e sociale dovuta alle politiche del sottocosto, determinate dalle logiche della Grande distribuzione organizzata che scarica a valle della filiera gli effetti di promozioni e offerte ai consumatori che, nei fatti, vengono pagate da chi il cibo lo produce davvero.

Pensiamo che i consumatori siano disponibili ad acquistare prodotti con un prezzo equo e per questo chiediamo che Eurospin si impegni a interrompere la pratica delle aste al ribasso e a riconoscere di qui in avanti il giusto margine anche a noi allevatori.

 

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