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Dopo l’approvazione del Parlamento Europeo, la battaglia sul CETA si sposta a livello nazionale. Nonostante l’ampia maggioranza con cui l’accordo UE-Canada gemello del TTIP è passato a Strasburgo, vi sono state notizie positive: gli eurodeputati italiani dell’area PD si sono spaccati in due e parte di questa crisi, le cui ragioni vanno al di là del CETA, coinvolge anche l’Italia. Per timore di nuove divisioni è stata ritirata una prima risoluzione di sostegno all’accordo prevista dall’agenda del Senato per il 22 febbraio scorso.

In questa crepa la società civile cercherà di infilare il cuneo delle proteste che fino ad oggi hanno permesso di aumentare la trasparenza e l’informazione sui negoziati segreti per TTIP e CETA, rallentandoli sensibilmente.

Dopo ritardi, slittamenti, sotterfugi e dissensi, il giorno è arrivato. Oggi, 15 febbraio, a partire dalle 10, inizierà la seduta durante la quale il Parlamento Europeo dovrà ratificare il CETA. L’accordo tra UE e Canada, fratello piccolo del TTIP, è a un punto cruciale del suo percorso: se verrà approvato, entrerà provvisoriamente in vigore per larga parte, nonostante manchi ancora la ratifica dei Parlamenti nazionali. 

Come partner della campagna Stop TTIP Italia, Terra! aderisce alla giornata di pressione sui parlamentari europei, per chiedere un chiaro “NO” all’approvazione dell’accordo. A questo link tutte le indicazioni per partecipare sul web e sui social.

Con un evento pubblico organizzato in tutte le più importanti capitali del vecchio continente, è iniziata oggi, 8 febbraio, la raccolta di firme per l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) contro il glifosato, l’erbicida più utilizzato al mondo ritenuto “probabilmente cancerogeno” dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro. L’ICE è rivolta alla Commissione Europea, cui è richiesto di proporre un divieto di uso del glifosato in tutti gli stati membri.

Terra! è tra le organizzazioni italiane che aderiscono all’iniziativa, il cui obiettivo è raccogliere almeno un milione di firme nel 2017 in almeno 7 paesi UE. Tuttavia, la sfida è riuscirci entro l’estate, prima che la Commissione si esprima sulla proroga dell’autorizzazione dell’erbicida. 

Un impegno a respingere il CETA, l’accordo tra Unione Europea e Canada fratello del TTIP. È quanto chiederemo ai nostri parlamentari europei, aderendo alla giornata di mobilitazione sul web lanciata dalla campagna Stop TTIP Italia per il prossimo martedì 20 dicembre alle 11. 

Le iniziative si svolgeranno su Twitter, Facebook e via e-mail (>> consulta questo link per i dettagli) con l’obiettivo di fare pressione diretta sugli eurodeputati favorevoli al CETA. Il prossimo 21 gennaio, inoltre, è in calendario una giornata di azione internazionale nelle piazze e nelle strade.

È alle porte un nuovo autunno di mobilitazioni nazionali e internazionali contro l’approvazione di TTIP e CETA, i grandi accordi di libero scambio portati avanti dalla Commissione Europea con Stati Uniti e Canada. La riunione a Bratislava del Consiglio Europeo, in calendario per oggi 16 settembre, è la prima occasione per mettere pressione al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, da sempre favorevole ad entrambi i trattati.

Nonostante il TTIP sia stato già colato a picco da alcune importanti cancellerie (Germania, Francia, Belgio e Austria), la società civile non può abbassare la guardia. Infatti, la strategia scelta dalla Commissione è tentare di far entrare in vigore il CETA, l’accordo con il Canada fratello minore del patto tra UE e USA, prima che i parlamenti nazionali possano esprimersi con diritto di veto. 

L’Università di Palermo, in collaborazione con Terra!Onlus, propone un campo di lavoro a Linosa, nell’arcipelago delle isole Pelagie (Sicilia). Una settimana all’insegna della sostenibilità, del divertimento, della conoscenza e difesa dell’ecosistema e del territorio.

Il campo si inserisce nell’ambito del progetto LIFE NAT/IT/00093 Pelagic Birds “Conservazione della principale popolazione europea di Berta maggiore e di altri uccelli pelagici delle Isole Pelagie"  

Dal 9 al 12 settembre parti con noi e attivati in favore dell'ambiente!

È un punto importante quello segnato dalle centinaia di organizzazioni come Terra! che in Europa si oppongono al TTIP, l’accordo di libero scambio tra USA e UE. La forza della protesta, mossa dalle preoccupazioni per le ricadute sull’ambiente, la salute, la qualità del cibo e le piccole aziende, ha obbligato alcuni governi (Francia in testa) a fare marcia indietro, togliendo il proprio supporto ai negoziati. Il trattato, che mira a creare la più grande area di libero commercio del mondo, non verrà concluso quest’anno

Terra!Onlus aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale del 7 maggio per fermare il TTIP.

Cos'é il TTIP? Letteralmente il TTIP è il Partenariato transatlantico su commercio e investimenti, ovvero un trattato che agevola gli scambi commerciali, di servizi e investimenti fra Europa e Stati UnitiCome? Andando a eliminare le barriere tariffarie e non tariffarie in essere. In soldoni, significa ridurre i dazi doganali e "armonizzare" le normative delle due sponde dell'Atlantico per agevolare commercio e investimenti.

I dazi doganali, in realtà, sono già bassi da anni, la partita vera si gioca sull'armonizzazione delle normative. In Europa abbiamo sicuramente molti problemi e questioni non risolte, ma c'é un aspetto innegabile: per quanto imperfette, le norme europee a tutela delle persone e dell'ambiente hanno generalmente standard migliori di quelli statunitensi. E se la partita è quindi quella di armonizzare le normative per renderle simili, le indicazioni che trapelano ci dicono che la gara è al ribasso. Sono gli standard europei a rischiare la caduta verso il basso in modo da allinearsi a quelli Usa.

Sabato 16 aprile si è svolta l’Assemblea generale di Terra!Onlus, una giornata importante per la vita associativa, in cui sono state condivise attività, idee, campagne e possibili scenari futuri.

Una giornata d’intenso lavoro e straordinaria aggregazione, durante la quale sono intervenuti i soci e i partner con cui lavoriamo da anni e con cui abbiamo potuto condividere e raccontare i progetti in corso a Roma, Genova, Padova, Torino e Lampedusa e le campagne che ci vedono impegnati.

Dopo la relazione delle attività del 2015, si è passati alla discussione del bilancio che è stato approvato all’unanimità. Successivamente è stato eletto il nuovo Consiglio direttivo che ha nominato Daniele Caucci Presidente, Francesca Zappalà Vice Presidente e Roberto Voltan Tesoriere.

Il Comitato VOTA SI’, di cui Terra!Onlus fa parte, ringrazia i quindici milioni di italiani che sono ieri sono andati a votare sul Referendum sulle trivelle promosso da 9 Regioni italiane e che hanno espresso la loro opinione sulle politiche energetiche del Paese.

Va ricordato che il Governo ha già fatto marcia indietro rispetto allo Sblocca Italia intervenendo nella scorsa Legge di Stabilità per recepire gli altri cinque quesiti del Referendum. Questa è stata una grande vittoria di tutti i comitati e delle associazioni che hanno realizzato questo importante risultato.