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Foreste

Fin dalla sua fondazione Terra! si batte per la protezione delle foreste pluviali dell’Indonesia, minacciate dalle multinazionali della carta.

Assieme al Rainforest Action Network, abbiamo ottenuto che imprese come Disney, Tiffany, Gucci, Balenciaga e Versace, abbiano convertito i propri acquisti di packaging a prodotti certificati Forest Stewardship Council (FSC). Abbiamo indagato sul settore cartario scoprendo che il principale attore della deforestazione, il gruppo cartario Asia Pulp & Paper (APP), stava investendo capitali massicci in un’aggressiva politica di espansione del mercato in tutta Europa, proprio a partire dall’ItaliaAbbiamo contattato centinaia di operatori e imprese come Mondadori Printing, De Agostini, Gucci, Versace, Ferragamo, Burgo, Fedrigoni, Kimberly-Clark, Nestle, Kraft, Fuji Xerox, Unilever, Stamples, Office Depot, Corporate Express, Metro che hanno compreso come le pratiche della APP potevano essere distruttive e incompatibili con i propri valori aziendali e hanno evitato o interrotto l’acquisto di prodotti provenienti da pratiche legate alla deforestazione.

Dopo questo intenso lavoro di advocacy, sviluppato in particolar modo nei primi anni di vita dell'associazione, la campagna Foreste oggi viene portata avanti principalmente attraverso la partnership con FSC Italia (Forest Stewardship Council), l’ente internazionale di certificazione forestale di cui Terra!Onlus, attraverso Daniele Caucci, è Vicepresidente. Insieme a FSC, nel settembre 2015, è stata organizzata a Roma, presso l’Aranciera di San Sito, una mostra sulle foreste pluviali dal titolo “Le salvi chi può” e un convegno dove sono interventute le principali associazioni ambientaliste italiane (Greenpeace, WWF, Legambiente, Terra!).

"Il corso inizia il 13 maggio alle 10 del mattino presso l’associazione Ciampacavallo Onlus, a Roma, con l’incertezza meteo. Saranno tre giorni intensi, con 10 partecipanti più un formatore (io!).

Arrivo appena prima dell’inizio dei lavori e trovo già qualcuno che mi aspetta. Ci presentiamo, li invito a darmi una mano per prendere gli ultimi strumenti dalla macchina. Arrivano altri partecipanti, tra loro c’è qualcuno che non è mai stato in un posto per falegnami - me ne accorgo perché si guardano intorno di continuo, incuriositi. Ci siamo tutti. Mi presento, si presenta Silvia che nei primi due giorni mi ha supportato e sopportato. Si presentano poi Patrizio, Andrea, Massimiliano, Davide, Mariangela, Nicola, Ugo, Barbara, Alessandro (venuto apposta da Foggia per seguire il corso). Al gruppo il giorno successivo si sarebbe aggiunta Simona.

Parto con una domanda: conoscete il marchio FSCEcco, dico, uno dei motivi principali del corso è la conoscenza di questo marchio.

E' disponibile dal 16 novembre sul sito di FSC Italia, di cui Terra! Onlus è vice-presidente, il form online di consultazione sulla prima bozza del nuovo standard: un processo di ricerca attiva che mira a coinvolgere tutti gli stakeholders, chiamati a pronunciarsi sul lavoro del Gruppo per lo Sviluppo di uno Standard di Gestione Forestale nazionale.

Quella in consultazione è la prima versione dello Standard Nazionale di Gestione Forestale FSC, creata a partire dagli Indicatori Generici Internazionali (International Generic Indicators, IGIs), che sono stati trasferiti e adattati al contesto nazionale forestale. 

Dopo la Asia Pulp & Paper anche la APRIL, gigante cartario indonesiano, ha annunciato una moratoria sull'abbattimento delle foreste naturali. Per quanto sia necessario monitorare l'effettiva applicazione di questa moratoria, sicuramente siamo di fronte a un passo avanti decisivo accolto positivamente da tutte le associazione ambientaliste. 
 
Per Terra!, che si è battuta per difendere le foreste indonesiane e le popolazioni che le abitano fin dalla sua fondazione e che tra il 2009 e il 2010 ha guidato in Italia la campagna per fermare l'APP responsabile della distruzione di milioni di ettari di preziosa foresta pluviale in Indonesia, questa notizia dà sicuramente una prospettiva nuova e fa sperare che il lavoro iniziato anni fa possa avere un lieto fine.

ROMA, 11 dicembre 2014 - Greenpeace, WWF, Terra! e Legambiente esprimono soddisfazione per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale  - avvenuta ieri sera  - del decreto-legge che introduce in Italia i meccanismi necessari all’applicazione del Regolamento Europeo del Legno che proibisce l’immissione e il commercio in Europa di legno e prodotti derivati provenienti dal taglio illegale.

Ora che finalmente anche il nostro Paese è in possesso di una norma che permette di adeguarsi ai regolamenti comunitari contro le importazioni di legno illegale, le associazioni ambientaliste ritengono di fondamentale importanza che si proceda all’immediata approvazione dei decreti ministeriali previsti e chiedono quindi un incontro con il ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Maurizio Martina.

Cos’è la gestione forestale responsabile? Come si riconosce un prodotto certificato? Quali opportunità può offrire la certificazione FSC per le aziende del settore legno-carta e per gli acquisti pubblici responsabili?

FSC fa tappa in 10 regioni italiane da aprile a settembre per promuovere la gestione forestale responsabile nel nostro Paese. L’ottavo appuntamento è a Genova giovedì 25 settembre 2014, dalle ore 09.30 alle ore 13.00, presso la sala “Spazio Incontri” della sede della Regione Liguria, in Piazza De Ferrari 1.

Dopo la consueta introduzione al sistema FSC (origini, struttura, finalità), saranno nostri ospiti quattro enti di certificazione (Certiquality, ICILA, RINA Services e SQS) per parlare delle opportunità di mercato che FSC offre alle aziende. Fondamentale da questo punto di vista sarà inoltre la testimonianza della tipografia Grafica KC e del suo nuovo servizio di stampa online certificata, EcoPrintWeb.

Attualmente la maggior parte della carta che comunemente usiamo viene ancora prodotta distruggendo preziosi ecosistemi. Eppure potrebbe essere un prodotto ecologico e pienamente sostenibile. Come? Hanno deciso di spiegarlo le associazioni ambientaliste di tutto il mondo attraverso la Visione Globale sulla Carta, un documento sottoscritto da oltre 120 gruppi, tra cui gli italiani WWF, Greenpeace, Legambiente e noi di Terra!Onlus.

“Siamo orgogliosi di svelare una nuova e potente Visione Globale sulla Carta, risultato di una miriade di voci,  che sfida l'industria cartaria indicando pratiche più sostenibili” sostiene il comunicato stampa della rete Environmental Paper Network (EPN).

Questo progetto, verso il cambiamento, indica le priorità riguardo a responsabilità sociale e protezione dell’ambiente in risposta al modello di iperconsumo mondiale di carta e ai suoi conseguenti terribili impatti sulla biodiversità, sulle foreste, sul riscaldamento globale, sulla qualità dell'aria e dell'acqua e sulle comunità locali.

Lunedì 19 maggio, Terra!Onlus ha partecipato all’assemblea dei soci di FSC, Forest Stewardship Council, l’associazione italiana per la gestione forestale responsabile, durante la quale è stato rinnovato il direttivo dell’associazione.

Daniele Caucci, in rappresentanza di Terra!, è entrato a far parte del direttivo dell’associazione ed è stato nominato dallo stesso vice-presidente di FSC.

Per Terra!, che fa parte di FSC fin dalla sua fondazione, è il riconoscimento di anni di battaglie, che recentemente hanno portato all’impegno a restaurare o a compensare un’area di foreste vasta quanto le sue piantagioni, da parte della Asia Pulp and Paper (APP) volta pagina e chiude la lunga storia di deforestazione e conflitti sociali in Indonesia.

Terra! farà del suo meglio per riuscire, assieme ai nuovi membri del direttivo, a guidare FSC verso le nuove sfide dei prossimi anni.

Per info: http://it.fsc.org/news.35.169.htm

Il link della notizia sulla APP: http://www.terraonlus.it/campagne/foreste/item/393-asia-pulp-paper-pieno-successo

Tra il 2009 e il 2010 Terra! ha guidato in Italia la campagna sulla APP. Ha investigato lungo la filiera commerciale, individuando i suoi clienti e avvertendoli del rischio ambientale di tali prodotti e convinto molte aziende a fare acquisti più responsabili. Altre non hanno risposto, e Terra! ha reso noto i loro nomi ai consumatori. E’ il caso di Cartiere Pigna, che colti con le mani nella marmellata, invece di fare ammenda ha scelto la risposta dell’arroganza, mobilitando un esercito di avvocati, e chiedendo un risarcimento danni stratosferico.

A un anno dall’entrata in vigore dell’importante Regolamento Europeo del Legname, le associazioni ambientaliste Greenpeace, Legambiente, Terra! e WWF denunciano la mancata applicazione in Italia della normativa europea promossa per fermare il commercio di legno illegale nei 28 paesi dell’Unione Europea.

Da marzo 2013 l’Unione Europea vieta, con una puntuale normativa, le importazioni di legname e suoi prodotti da qualsiasi Paese del mondo se proveniente dal taglio illegale e chiede agli operatori e alle autorità nazionali di verificare e, rispettivamente, punire chi commercia legname di origine controversa. Il Regolamento 995 del 2010 conosciuto anche come EUTR (European Union Timber Regulation in inglese) è stato emanato per contrastare il commercio illegale di legno e prodotti da esso derivati, per tutelare le foreste del nostro Pianeta, ponendo un freno a irresponsabili processi di deforestazione che stanno cancellando i polmoni verdi della terra e compromettendo le risorse essenziali a tutte quelle comunità che da esse dipendono.

 

Roma, 13/12/2013 - WWF, Greenpeace, Terra! e Legambiente denunciano la mancanza di azioni da parte del Governo per fermare il commercio di legno illegale in Italia. Dopo 9 mesi dall’entrata in vigore del Regolamento Europeo del Legno, non esiste ancora la normativa italiana di attuazione che tutti gli Stati membri sono obbligati a emanare.

Il Regolamento Europeo del Legno o EUTR (European Union Timber Regulation), entrato in vigore a marzo 2013, vieta il commercio in Europa di legname e prodotti derivati provenienti da pratiche di taglio illegali, sia da paesi UE, sia extra-UE. L’Italia, come Stato membro, si è impegnata a intervenire con controlli e sanzioni, contribuendo a frenare il processo di deforestazione che sta minacciando le ultime foreste del Pianeta e la loro biodiversità, ma non sta portando avanti questo impegno nella pratica.

“L’Italia è obbligata a tradurre in decreto un regolamento europeo - dichiarano le associazioni ambientaliste -. Ma la mancanza di sanzioni puntuali vanifica tutto, perché nulla poena sine lege. Questo significa concedere il via libera all’importazione e il traffico di legname illegale. Un buco nero per l’intera Unione Europea, ancora più grave se consideriamo che il nostro Paese è uno dei più importanti mercati europei di legnami dal bacino del Congo e dal sudest asiatico, o di legna da ardere dai balcani”.