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Venerdì, 12 Dicembre 2014 14:35

Popica e Terra!: un viaggio nell’altra Roma

La Roma che emerge dall’inchiesta di “Mafia Capitale” è la Roma dove potere, criminalità, speculazione e pezzi di politica si fondono in un sodalizio del valore di milioni d'euro. È  la Roma dove si guadagnano oltre 24 milioni di euro per segregare i rom in campi etnici.  È la Roma dei territori devastati da continue colate di cemento, delle oltre 100mila case sfitte e delle 50mila famiglie senza casa. È la Roma del business dei centri d'accoglienza per migranti e rifugiati politici. È la Roma delle periferie private di tutto e abbandonate.È la Roma dove ogni potere diventa complice.

Ma c'è un'altra Roma, quella che amiamo, che s'incontra sulle strade e si rimbocca le maniche e dai territori si muove. Questa è la Roma con la quale noi abbiamo scelto di misurarci, cogliendone tutte le contraddizioni.

 

È qui che ci siamo incontrati, arrivando da strade diverse ma parlando sempre lo stesso linguaggio.
Da un lato una strada che inizia negli insediamenti spontanei dei rom, in quelle baraccopoli nascoste, dimenticate persino dalle mafie, alla ricerca di una dignità e di un riscatto attraverso l'incontro con l'altro, in una Roma che diviene meticcia nella necessità di rivendicare i propri diritti.
Dall'altro lato un sentiero che nasce proprio dalla terra, dall’ambiente, in quegli spazi comuni, in quel verde collettivo, da difendere e condividere. Nella continua battaglia contro una speculazione che vorrebbe i nostri territori grigi.
Ci siamo incontrati in quell'umanità che, ora in un orto urbano, ora in un rifugio di fortuna, ha scelto di non arrendersi. Ci siamo riconosciuti nell'azione congiunta e abbiamo unito le nostre azioni. Partendo dal basso, dai più piccoli, per costruire un pezzetto di società capace di creare un argine alla devastazione sociale, ambientale e culturale alla quale siamo sottoposti. Un altro piccolo tassello in questa città, tutta da ricostruire.

Per questo ripartiamo da Tor Sapienza, quartiere divenuto simbolo di un disagio sociale crescente. Ripartiamo da un piccolo gruppo di bambine e bambini, un gruppo meticcio che comunica utilizzando lingue diverse, il romanes (la lingua rom) come l'italiano o il peruviano. Un gruppo meticcio come meticcia è la società che ci immaginiamo. E ripartiamo da un pezzo di terra da recuperare e accudire. Sarà un lungo viaggio e siamo convinti di disporre di tutto il materiale necessario per continuare ad essere umani convinti che ci sia ancora speranza in questa Roma.