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Giovedì, 24 Settembre 2015 17:11

Alla scoperta dell'orto sinergico - l'intervista di Giunti Scuola a Giorgia Bocca vicepresidente Terra! Onlus

Riportiamo con piacere l'intervista a Giorgia Bocca, vicepresidente di Terra! Onlus, pubblicata su "La vita scolastica" rivista dell'istruzione primaria a cura di Giunti Scuola.

Alla scoperta dell'orto sinergico 

Terra! Onlus è un’associazione ambientalista indipendente che mette in rete persone, associazioni locali e nazionali e gruppi attivi sul territorio, sperimentando forme innovative di attivismo e di networking. L’associazione promuove l’accesso alla terra, sostiene l’agricoltura sostenibile e propone progetti sui territori di riqualificazione urbana. Lavora anche con le scuole, proponendo laboratori e percorsi di creazione di orti sinergici. Ne abbiamo parlato con Giorgia Bocca.

Salve Giorgia, iniziamo dall'ABC. Che cos’è un orto sinergico? 

L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione che punta, per così dire, su uno “scambio di favori” tra terra e piante: mentre la terra fa crescere le piante, le piante creano suolo fertile. Questo avviene tramite una serie di azioni precise. La prima è la costante copertura del terreno con la paglia (pacciamatura), che va a creare un microclima circostante (la paglia si biodegrada, creando sostanza organica, e in questo modo previene e impedisce la formazione delle erbacce). Come seconda azione, c’è quella di mettere insieme nella stessa aiuola delle piante che possono aiutarsi nella crescita (consociazione delle piante). La presenza di piante perenni all’interno dell’aiuola è un altro elemento caratterizzate di questo tipo di agricoltura, dove le radici delle piante nutrono la terra e la terra, come si diceva, nutre le piante. In questo modo si ha il passaggio dall’agricoltura sinergica all’orto sinergico, che è un orto perenne: con la creazione di un vero e proprio ecosistema, all’interno del quale la sostanza organica nel corso degli anni si ricrea.

Si tratta di un tipo di orto che viene spesso sperimentato nelle scuole?

Sì, la nostra idea, come Terra! Onlus, di portare questo tipo di orto nelle scuole ha avuto un buonissimo riscontro. Credo che questo dipenda anche dall’alto valore metaforico e insieme operativo che l’orto sinergico porta con sé rispetto al concetto di cura e collaborazione. Il suolo rimane fertile se noi siamo attenti a curarlo ogni giorno con la pacciamatura: ecco un bell’esempio di cura nel tempo che produce durata e fertilità nel tempo. Le piante, poi, si aiutano tra loro a crescere e aiutano la terra a rimanere fertile: ecco che la consociazione di piante porta a pensare alle grandi cose che possono essere fatte grazie alla collaborazione. Cura e collaborazione portano a una fertilità che continuamente si rinnova. Questo mi sembra un messaggio importante da far sperimentare e da trasmettere ai bambini.

Dove avete fatto le prime sperimentazioni?

Le sperimentazioni di Terra! Onlus hanno coinvolto le scuole di tante città italiane (le prime: Genova, Roma, Padova). Il luogo privilegiato è stato il cortile della scuola; in alcune classi e sezioni si è addirittura creato l’orto all’interno della classe. Qualche volta, i Comuni hanno dato in gestione della scuola degli spazi pubblici, che sono stati trasformati in orti sinergici. Questa modalità mi sembra molto bella: la classe esce e va a fare l’orto. In questo modo si crea un dialogo tra il dentro e il fuori dell’aula scolastica, si creano legami col territorio, si mostra alla cittadinanza un modo virtuoso di essere alunni e insegnanti... Un momento da osservare per il suo valore formativo è quando l’orto inizia a produrre, e si deve decidere insieme ai bambini come utilizzare e dividere i frutti: e allora si può organizzare un mercatino, si può mangiare quel che è uscito fuori dall’orto in una festa a scuola, anche insieme ai genitori...

Che tipo di strumenti offrite agli insegnanti per avviare questa attività?

I nostri progetti tendono a integrare l’educazione ambientale, l’attivismo e la partecipazione. L'obiettivo unico è lo sviluppo di una sensibilità ecologica in senso ampio da parte dei bambini. Però ci sono anche tecniche e parole precise da imparare, per rendere corposa e significativa questa sensibilità. Per questo i nostri progetti prevedono sempre la presenza di un esperto che forma l’insegnante o gli insegnanti e coordina il lavoro dell’orto, guardando con attenzione la progettazione dell’insegnante medesimo e cercando di fare attività che siano armonizzate col lavoro d’aula di ogni giorno, anche coinvolgendo più discipline. Naturalmente i progetti sono graduati e differenti per classi e situazioni (sul versante del linguaggio, del tipo di piante da coltivare, degli strumenti da utilizzare per coltivarle).

Non è raro che nei percorsi si prevedano momenti di peer education, vale a dire che bambini più grandi lavorino insieme a bambini più piccoli e insegnino loro delle cose. Per i bambini e per gli insegnanti che vogliono avviare l’orto sinergico, abbiamo anche pensato a due pubblicazioni: L’orto sinergico e altre colture, edito da Becco Giallo, e fatto proprio per i bambini, e poi un vero e proprio manuale di agricoltura sinergica edito da TerraNuova e scritto dai docenti della Libera Scuola di Agricoltura sinergica “Emilia Hazelip”.