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Giovedì, 19 Novembre 2015 00:00

P'orto di Lampedusa - E’ questo il vero senso di quello che stiamo facendo

Pietro, Suad, Giuseppe, Silvana, Pino, Antonino, Girolamo, Nunzio, gli ospiti del Centro diurno e un gruppo di mamme. Sono loro i protagonisti del progetto P’orto di Lampedusa ed è con loro che abbiamo iniziato a lavorare, dal 20 settembre 2015, negli orti comunitari di Piazza Brignone, nel centro urbano di Lampedusa.

Non è facile raccontare questi due mesi nella loro completezza e bellezza. Dall’assegnazione di settembre a oggi, l’area interessata dal progetto si è arricchita di relazioni e coltivazioni. Un brulichio di vita, costanti novità, cambiamenti estetici e sociali.

Anche la cupola geodetica, costruita nel corso del campo estivo, è entrata in piena funzione, ospitando regolarmente iniziative e incontri utili ad alimentare la reciproca conoscenza tra gli ortisti e a rendere possibili scambi di competenze ed esperienze in ambito agricolo tra gli ospiti del Centro diurno, gli operatori, gli ortisti e gli isolani.

E’, di fatto, nata una piccola comunità che quotidianamente vive l’area del progetto, coltivando, irrigando, semplicemente osservando o chiacchierando.

Gli ortisti hanno dato sfogo alla loro sorprendente creatività personalizzando le proprie particelle di terra ed evidenziandone il perimetro attraverso l’impiego di materiali naturali come le pale di fico d’india, canne arundo donax e foglie di palma. Parallelamente hanno trapiantato le prime piantine di broccoli, cavoli, finocchi e seminato insalate di diverso tipo che, con la cura e il passare dei giorni, sono cresciute tantissimo! Tra loro, gli ospiti del Centro diurno hanno lavorato con grande entusiasmo, sin dal primo giorno, alla particella di terra assegnata e coloro i quali avevano un’esperienza agricola familiare alle spalle si sono messi a disposizione dei meno esperti trasmettendo entusiasmo e voglia di fare a tutti.

Anche “i vicini di casa” sono stati travolti da questo entusiasmo e dopo un primo periodo di scetticismo si sono resi partecipi al progetto regalando piantine, offrendo acqua e caffè agli ortisti. Vicini e isolani, non direttamente coinvolti nel progetto, hanno così costituito una vera propria rete di supporto, anche materiale, a P’orto di Lampedusa.

La forza del progetto ha catalizzato anche l’attenzione di alcune associazioni che hanno deciso di offrire un contributo spontaneo e pratico ad esso. Cosi è successo per l’associazione “Libertà era restare” che nel mese di ottobre ci ha aiutato nella costruzione della seconda cupola geodetica nell’area di progetto che ospiterà il semenzaio comunitario.

Anche la formazione, seguita in parte dal prof Tommaso La Mantia e in parte dai contadini dell’isola, è già partita e sta dando i primi frutti (v. nascita del semenzaio).

Insomma tante cose sono state fatte fino ad oggi e tante sono ancora da fare.

Ma una nuova immagine su tutte rimane: gli orti comunitari al tramonto, le mamme con i loro figli, Claudio e Giuseppe che innafiano le piantine, Suad e Martina, Giusy e i suoi dipinti sui cassoni dell’acqua. L’orgoglio nello sguardo di questi fantastici ortisti.

E’ questo il vero senso di quello che stiamo facendo.

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