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Venerdì, 10 Giugno 2016 00:00

A Tor Sapienza l’integrazione passa per la cura del territorio

Martedì, 7 giugno, si sono concluse le attività iniziate nel 2014 con il progettoSemi di rappORTI” e portate avanti, anche in questo nuovo anno, insieme all’associazione Popica Onlus.

L’idea alla base del progetto era quella di superare le discriminazioni, escludenti e ghettizzanti, nel quartiere Tor Sapienza di Roma, promuovendo il benessere delle bambine e dei bambini, rom e non, e creando le precondizioni favorevoli per la loro inclusione sociale attraverso il recupero e la gestione condivisa degli spazi verdi pubblici del Centro Culturale Michele Testa e la realizzazione di un sistema di orti sinergici comunitari al suo interno.

La metafora scelta è stata, non a caso, quella dell’orto sinergico. Sinergico, appunto, in cui varie specie di piante, cioè, molto diverse tra loro, riescono a crescere e proliferare senza sentirsi soffocare l’una dall’altra ma offrendo le proprie peculiarità per il bene comune e una più proficua crescita collettiva. 

Perchè un orto è sinergico là dove la diversità non sottrae, ma moltiplica. 

Anche il calendario degli incontri, dodici per l'esattezza, è stato programmato seguendo le tappe di vita di un orto sinergico. E alla fine di questa serie di appuntamenti, in un’alternanza gioco-lavoro, a cui hanno preso parte circa una decina di ragazzi di età compresa tra i 10 e i 13 anni e originari di 9 paesi diversi - tutti cittadini romani, tutti cittadini di Tor Sapienza - le attività si sono concluse con una grande festa finale il 7 giugno!

Prima di salutarci, però, insieme ai ragazzi, abbiamo deciso di piantare due alberi di ulivo nell’area del progetto. Perché l’ulivo? Perché è l’albero simbolo, per eccellenza, di questo Mediterraneo bello e portatore di storie diverse quanto, per alcuni, sfortunato. E poi perché è l'albero a cui nulla è mai interessato dei confini, che ha solo fatto la semplice richiesta di avere un suolo fecondo dove crescere per poter restituire i suoi frutti più rigogliosi.

Noi crediamo fortemente che la nostra città possa essere quel suolo e i nostri ragazzi quei frutti. 

Diamo, dunque, a chiunque voglia appuntamento all’anno prossimo per continuare questo percorso iniziato insieme. L’integrazione, in questa città, può passare anche per la cura del territorio. E noi l'abbiamo dimostrato!

Qui le immagini del progetto >> http://bit.ly/29q3qJK