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Giovedì, 04 Agosto 2016 16:46

Il racconto del secondo Terra!Camp a Lampedusa

Il 23 luglio si è concluso, a Lampedusa, il secondo Terra!Camp organizzato dalla nostra associazione.

Ci siamo presi qualche giorno, prima di sederci davanti a un computer e raccontarvi questa nuova avventura. Non solo a causa della stanchezza arretrata. Il continuo scambio di messaggi tra i partecipanti del campo in questi giorni e la prosecuzione dei lavori nell’area del nostro progetto “P’orto di Lampedusa”, fino alla loro ultimazione, con i volontari rimasti e i lampedusani presenti non hanno lasciato dubbi su quanto questa esperienza abbia segnato in modo indelebile ognuno di noi, che ne abbiamo preso parte. Abbiamo avuto bisogno di qualche giorno in più per analizzare e realizzare tutto questo. E tutto questo ci ha emozionato, e non poco.

Da due anni il Terra!Camp rappresenta un’opportunità per far conoscere le infinite bellezze naturali, la storia e la comunità della splendida Lampedusa ma anche per restituire qualcosa agli abitanti di questo piccolo lembo di terra, posto nel mezzo del Mediterraneo, che hanno dato tanto e che sono stati lasciati troppo spesso soli.

E a ripensare, anche solo per pochi secondi, all’area del progetto “P’orto di Lampedusa” nel corso del campo, ci torna in mente il brulicare di persone che l’ha resa ancora più vivace del solito.

Nella settimana di lavoro e formazione c’erano i lampedusani che, dopo una prima fase di diffidenza iniziale lo scorso anno, ora accolgono con interesse tutte le attività proposte dal progetto; c’erano l’umanità, la simpatia e l'energia dei partecipanti, provenienti da tutta Italia, con età diverse e percorsi professionali differenti; c’era la generosità e l’impegno dei nostri compagni di viaggio del Circolo Esther Ada Legambiente; c’era la professionalità e l’entusiasmo del professor Tommaso La Mantia dell’Università di Palermo; c’erano il supporto e l’allegria degli ortisti utenti del Centro Diurno di riabilitazione psichiatrica di Lampedusa; c’era la dolcezza e professionalità di Maria Leduisi, responsabile del Centro Diurno; c’era il “saper fare” di Samuele Cama che ci ha coinvolti nella sua passione per i muretti a secco; c’era l’esperienza di Simone Palomba che ci ha traghettati verso un modello di agricoltura ecologica sostenibile; c’era la geniale serietà e la curiosità di Nicolò Mossink dell’Università di Amsterdam che ha iniziato con noi la sua ricerca sulla fertilità del suolo; c’erano i gruppi informali e le associazioni che sull’isola da anni portano avanti con tenacia tantissimi progetti; c’erano i contadini lampedusani, custodi della tradizione e della memoria contadina dell'isola. Ma soprattutto c’era la terra che, in un anno di lavoro, si è trasformata da discarica a cielo aperto a piazza verde, viva e ricca di relazioni umane.

Obiettivo comune della settimana di campo era anche quello di contribuire alla crescita del progetto "P’orto di Lampedusa", arricchendolo di bellezza estetica e relazionale. E grazie alla voglia di mettersi in gioco da parte di tutti e alla giusta dose di tenacia per raggiungere gli obiettivi prefissati in un settimana, è stato possibile, da un punto di vista pratico, costruire la terza cupola geodetica nell’area del progetto, che ospiterà, dai prossimi mesi, l’orto didattico, costruire i muretti a secco di delimitazione dell’orto degli utenti del Centro Diurno di riabilitazione psichiatrica, attivare l’impianto di irrigazione goccia a goccia nella particella sperimentale per facilitare la ricerca sulla fertilità del suolo e, infine, installare due pannelli solari per alimentare con energia pulita e rinnovabile la pompa di irrigazione dell’area del progetto. 

Per festeggiare la settimana passata insieme, a fine Terra!Camp, abbiamo organizzato, presso i nosti orti urbani, un aperitivo sociale a cui hanno partecipato tantissimi lampedusani, tra cui anche la sindaca di Lampedusa Giusi Nicolini. Grazie al paziente lavoro agricolo dei mesi precedenti, i partecipanti al campo estivo e gli ortisti utenti del Centro diurno dell'isola hanno potuto preparare specialità culinarie usando i prodotti degli orti. Più che un Km0, parliamo di m0!

Insomma gli ingredienti perché fosse una settimana intensa, bella, utile ed entusiasmante c'erano tutti; grazie alla cura e all’attenzione dello staff di Terra! (in primis Silvia insieme a Katia, Milena, Fabio ed Eleonora) lo è stata per davvero. Per tutti noi!

Arrivederci al prossimo Terra!Camp 

Qui l'album FB