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Mercoledì, 17 Luglio 2013 11:40

terrepubbliche ai giovani agricoltori: Terra!, daSud e Co.r.ag.gio consegnano 10.000 firme al sindaco Marino

Mercoledì 10 luglio alle 18.00 Terra!, daSud e la Cooperativa Co.r.ag.gio consegneranno al sindaco di Roma, Ignazio Marino, le 10.000 firme raccolte su Change.org insieme al Coordinamento romano per l’Accesso alla Terra per chiedere che il territorio agricolo romano non venga abbandonato.

La raccolta di adesioni nasce dal presidio – organizzato a metà maggio dalla Cooperativa Coraggio e dal Coordinamento romano accesso alla terra – che ha avuto il merito di portare all’attenzione pubblica la situazione di Borghetto San Carlo, un’area di 22 ettari di pregiato territorio agricolo in zona Giustiniana, sulla via Cassia, attualmente in stato di abbandono. Nel marzo del 2010 l’amministrazione del Comune di Roma ha stipulato un contratto con la soc. IMPREME del costruttore Mezzaroma che non è stato ad oggi rispettato per quanto riguarda le opere di interesse pubblico.

 

I lavori di ristrutturazione del casale, che dovevano essere completati nel marzo del 2013 con un impegno di oltre 2 milioni di euro, non sono mai cominciati. Nella petizione si chiede per l’area la destinazione ad attività di interesse pubblico; in particolare il pieno utilizzo agricolo dei terreni, con coltivazioni biologiche, accessibilità ciclo-pedonale, spazi da destinare a orti sociali per le famiglie del quartiere, attività di vendita diretta e ristorazione, impiego di giovani disoccupati e di soggetti svantaggiati, apertura di un agri-asilo pubblico, attività di formazione e di fattoria didattica, attività sportive e di ricreazione.

“Abbiamo aderito al presidio e abbiamo promosso la petizione, perché noi la città la immaginiamo con il verde pubblico considerato patrimonio collettivo e fruibile; ora dobbiamo capire se la nuova amministrazione sarà in grado di cogliere il bisogno crescente di ritornare alla terra di tante donne e uomini che vogliono coltivare un orto o investire in un progetto di vita legato all’agricoltura”, ha dichiarato Fabio Ciconte, presidente di Terra!.

“Borghetto San Carlo è un caso esemplare per pensare lo sviluppo di una’azienda agricola multifunzionale inserita in una città che di agricoltura ha decisamente bisogno. Ma non è l’unico caso, il patrimonio agricolo pubblico di Roma potrebbe garantire posti di lavoro per i nuovi agricoltori e servizi per tutti i cittadini. Uno strumento utile ad attenuare le crisi occupazionale, ambientale e urbanistica, opponendo al cemento progetti di sviluppo sostenibile” ha dichiarato Giacomo Lepri, presidente della Cooperatova Co.r.ag.gio.

“Crediamo che il rinnovamento debba passare dalla tutela ambientale, dalla valorizzazione dei terreni confiscati alle mafie e del  patrimonio agricolo pubblico. Agricoltura e orti possono trasformare gli spazi urbani abbandonati nelle nuove ‘piazze’ della città, dove lavoro e diritti si incontrano e si può ricostruire un tessuto sociale ed economico che marginalizzi le mafie. Avere l’opportunità di lavorare sulle terre pubbliche vuol dire fare antimafia sociale e prevenire le azioni delle ecomafie, che con cemento e rifiuti inquinano l’agro romano” ha dichiarato Carmen Vogani dell’associazione daSud.  

Per maggiori informazioni:
Daniele Caucci
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Cell: 3939306610