Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Approfondisci o accetta con i seguenti pulsanti:

Mercoledì, 15 Febbraio 2017 10:01

In Europa è il giorno del CETA: fermiamo la ratifica!

Dopo ritardi, slittamenti, sotterfugi e dissensi, il giorno è arrivato. Oggi, 15 febbraio, a partire dalle 10, inizierà la seduta durante la quale il Parlamento Europeo dovrà ratificare il CETA. L’accordo tra UE e Canada, fratello piccolo del TTIP, è a un punto cruciale del suo percorso: se verrà approvato, entrerà provvisoriamente in vigore per larga parte, nonostante manchi ancora la ratifica dei Parlamenti nazionali. 

Come partner della campagna Stop TTIP Italia, Terra! aderisce alla giornata di pressione sui parlamentari europei, per chiedere un chiaro “NO” all’approvazione dell’accordo. A questo link tutte le indicazioni per partecipare sul web e sui social.

Se il CETA verrà ratificato dall’assemblea di Strasburgo, cominceremo a subire i suoi effetti senza che i nostri rappresentanti in Italia abbiano potuto esprimere un giudizio in merito. In particolare, cadranno dazi e tariffe, facilitando l’ingresso di prodotti a basso costo e di bassa qualità nei nostri mercati. Verrà rimodulato il sistema delle quote, che secondo le stime porteranno un aumento del 300% delle importazioni di grano canadese. Questo cereale è abbondantemente irrorato con il glifosato e, a causa delle basse temperature e dell’umidità, può sviluppare micotossine nocive per l’uomo e gli animali.

Vi sono forti timori anche per l’arrivo di pesticidi oggi vietati e alimenti OGM, che in Canada non devono essere etichettati. Prima di aprire alle importazioni, l’UE dovrebbe riconoscere la sostanziale equivalenza di due prodotti ottenuti con tecniche differenti. Ma nel CETA, le linee guida per definire tale equivalenza sono rinviate a data da destinarsi. Verranno concordate lontano dagli occhi dell’opinione pubblica, durante riunioni di tecnici incaricati di favorire al massimo lo sviluppo del commercio. A discapito della salute e dell’ambiente.

Altri elementi cardine dell’accordo sono: 

- una più facile apertura dei servizi e degli appalti pubblici agli investitori privati;

- l’istituzione di un tribunale sovranazionale per gli investimenti, davanti al quale le imprese potranno trascinare gli Stati meno compiacenti;

- l’aumento del commercio di petrolio da sabbie bituminose, il combustibile più sporco del mondo estratto nella Provincia canadese dell’Alberta.

La visione di Terra! è quella di un’agricoltura attenta all’ecosistema, alla qualità dei prodotti e motore di uno sviluppo locale fondato su un rapporto armonioso tra l’uomo e la terra. Nelle nostre campagne e progetti abbiamo lavorato alla creazione di comunità consapevoli, che abbiano come pilastro una relazione positiva con l’ambiente. I grandi accordi come il CETA e il TTIP mettono in serio pericolo questi valori e queste esperienze. Per questo, insieme alle altre organizzazioni della società civile, chiediamo al Parlamento Europeo di negare la sua approvazione al CETA e avviare percorsi trasparenti che tengano realmente conto dell’interesse pubblico.