Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Approfondisci o accetta con i seguenti pulsanti:

Martedì, 25 Luglio 2017 15:02

CETA, salta la ratifica al Senato: successo della mobilitazione

Il voto di ratifica del CETA previsto per oggi al Senato, non si terrà. Alla fine Palazzo Madama ha deciso di fare un passo indietro di fronte alla mobilitazione trasversale di associazioni ambientaliste, organizzazioni agricole, sindacati e consumatori, che chiedono da settimane di fermare il processo e aprire un dibattito pubblico sugli effetti dell'accordo UE-Canada. Effetti che coinvolgono tutti i settori dell'economia e della vita quotidiana: dalla sicurezza alimentare all'ambiente, dai servizi pubblici al lavoro. Nonostante la prima vittoria, l'attenzione resta alta. I lavori parlamentari si fermeranno il 3 agosto prossimo, e non è del tutto fugato il rischio di un blitz con gli italiani sotto l'ombrellone. Per questo Terra!, insieme alla Campagna Stop TTIP Italia, invita tutti gli attivisti a rilanciare la pressione su chi sta cercando di ottenere un voto favorevole sul CETA prima delle vacanze. Le richieste più insistenti vengono dal governo, con i Ministri Martina e Calenda (Politiche Agricole e Sviluppo Economico) decisi a fare tutto il possibile.

L'appello è dunque a contattarli tramite e-mail, Twitter e Facebook, chiedendo loro di abbandonare il tentativo di imporre al Parlamento accelerazioni non necessarie. Sarebbe invece opportuno aprire un dibattito ampio in Italia e in Europa sulla struttura di questi accordi internazionali: è oggettivamente inaccettabile che manchino disposizioni vincolanti sul rispetto del principio di precauzione, che le produzioni agroalimentari di eccellenza vengano esposte alla concorrenza a basso costo dei prodotti nordamericani, che si incentivi l'importazione di combustibili fossili inquinanti e che i servizi pubblici siano sul tavolo del negoziato. Altrettanto pericoloso è siglare patti commerciali con paesi che utilizzano sostanze chimiche vietate in Europa, senza escluderle esplicitamente e senza richiedere il rispetto delle convenzioni internazionali su clima, ambiente e lavoro.

Per queste e molte altre ragioni, è opportuno tenere alta la guardia fino al 3 agosto, e contattare i Ministri per chiedergli di non forzare la mano sul CETA.

Qui tutte le istruzioni

Qui l'analisi degli effetti del CETA