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Lunedì, 02 Ottobre 2017 15:48

Consegnata a Virginia Raggi la lettera per la riapertura dei nasoni di Roma

Riaprire i nasoni per rispettare la giustizia climatica, non far pagare la siccità a chi non ne è responsabile, intervenire sulle copiose perdite della rete idrica e salvaguardare il diritto universale di accesso all'acqua. Sono le richieste contenute nella lettera che abbiamo consegnato a Virginia Raggi, sindaca di Roma, durante la Conferenza dei Sindaci dell'Ato2, ambito territoriale in cui l'omonima controllata della multiutility Acea fornisce il servizio idrico. Con questa lettera le associazioni lanciano la campagna #RiallacciaIlNasone, per spingere l'Amministrazione romana a tornare sui suoi passi e riaprire le fontanelle pubbliche chiuse ad agosto.

Questa storia, infatti, è iniziata lo scorso luglio, con la proposta dell'Acea di interrompere il flusso dei nasoni, le 2800 storiche fontanelle della capitale. Secondo l'azienda, appoggiata dalla sindaca Raggi, si trattava di una misura contro la siccità drammatica che in quei giorni contribuiva all'abbassamento del lago di Bracciano, causando un disastro ambientale. Tuttavia, i dati della stessa Acea testimoniano che i nasoni sprecano appena l'1% del fabbisogno idrico di Roma. La chiusura sarebbe stata un gesto inutile, ma anche dannoso, perché avrebbe colpito centinaia di migliaia di soggetti privi di altre fonti di approvvigionamento, dai senzatetto ai migranti, fino alle famiglie rom. 

Insieme all'Associazione 21 Luglio e al Coordinamento Romano Acqua Pubblica, Terra! ha promosso, il 10 luglio scorso, un flashmob davanti al Campidoglio per chiedere di bloccare questa decisione ingiusta. A margine della mobilitazione, che ha coinvolto numerose realtà della società civile, l'assessore all'Ambiente, Pinuccia Montanari, ha promesso di accogliere le sollecitazioni

Non è stato così. Durante l'estate, mentre i cittadini erano sotto l'ombrellone, sono stati chiusi decine di nasoni, anche in punti strategici come i mercati rionali. Una mossa ingiusta e scorretta, di cui da oggi torniamo a chiedere conto alla sindaca e alla sua giunta. Come azionista di Acea, il Comune di Roma deve adoperarsi per una riapertura immediata dei nasoni prosciugati, pubblicare la mappa delle chiusure e dichiarare quanto ha inciso questa operazione sugli sprechi idrici complessivi del servizio idrico. Tutti i cittadini possono segnalare la posizione dei nasoni chiusi grazie alla mappa interattiva realizzata dal collettivo ReTer. 

Diamoci da fare e #RiallacciaIlNasone!