PM10: ultimo avviso UE all'Italia |
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Sabato 15 Maggio 2010 19:34
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La Commissione europea sta portando avanti un'azione legale contro l'Italia per non aver mantenuto gli impegni nel rispettare gli standard europei sui livelli di particolato, maggiormente conosciuto come PM10. Queste particelle, emesse dall'industria, dal traffico e dal riscaldamento domestico, sono legati all'asma, ai problemi cardio vascolari, cancro ai polmoni e morti premature. Un secondo e ultimo richiamo scritto è stato mandato all'Italia per aver sforato i valori limite del PM10 in molte zone e metropoli del paese.
Il Commissario UE per l’ambiente, Janez Potocnik, ha così commentato: “L’inquinamento atmosferico continua a causare ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa. In Italia sono ancora troppi i luoghi dove, per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa del particolato. Gli Stati membri devono continuare a prendere sul serio le norme europee di qualità dell’aria e adottare i provvedimenti necessari per ridurre le emissioni.”
L’azione della Commissione fa seguito all’entrata in vigore, nel giugno 2008, della nuova direttiva UE sulla qualità dell’aria. La direttiva autorizza gli Stati membri a chiedere, nel rispetto di certe condizioni e per determinate parti del paese, una proroga di durata limitata per l’adeguamento alle norme in materia di PM10 entrate in vigore nel 2005. All’inizio del 2009 le prime lettere di avvertimento sono state inviate agli Stati membri che non avevano ancora notificato richieste di proroga o non l’avevano fatto per tutte le zone che superavano i valori limite fissati per il PM10.
La maggior parte degli Stati membri interessati ha pertanto inviato richieste di proroga. L’Italia ha presentato due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. La Commissione ha tuttavia respinto gran parte delle richieste in quanto le zone non soddisfacevano tutte le condizioni previste dalla direttiva. Nella maggioranza dei casi l’Italia non era in grado di dimostrare che l’azione intrapresa avrebbe garantito il rispetto dei valori limite UE entro il termine della proroga.
Poiché l’Italia non ha trasmesso nuove notifiche, la Commissione ha deciso di inviare l’ultimo avvertimento scritto. Se l’Italia non prende le misure necessarie per conformarsi alla normativa, la Commissione potrà adire la Corte di giustizia europea.
I valori limite per il PM10 impongono una concentrazione annuale di 40 microgrammi (µg)/m3 e una concentrazione giornaliera di 50 µg/m3, che non può essere superata più di 35 volte per anno civile.
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