Aziende automobilistiche: la riduzione delle emissioni procede col freno tirato |
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Bruxelles, 5 settembre 2007 - Con ogni probabilità la maggior parte dei produttori di veicoli, presenti sul mercato europeo, mancherà nel 2008 l'obiettivo di contenere le emissioni di anidride carbonica entro i 140 g/km (ovvero consumi pari a 6 litri/100km per le auto a benzina e 5,3 per i diesel). Le associazioni ambientaliste propongono: premiamo le marche più virtuose attraverso un meccanismo simile a quello dell'Emission Trading. L'anidride carbonica è uno dei principali gas responsabili dell'inquinamento e del surriscaldamento sul nostro pianeta. Il limite di emissioni per un'auto è di 140 grammi per chilometro entro la fine del 2008. Secondo l'autorevole associazione europea, nata nel 1989, le case automobilistiche non si sono impegnate abbastanza e le emissioni delle macchine sono diminuite di meno di quanto era stato stabilito o addirittura sono aumentate. Bruciare nel motore del proprio veicolo un chilogrammo di benzina o di gasolio comporta l'emissione di circa 3,15 chilogrammi di anidride carbonica. Con le prestazioni attuali dei veicoli - le emissioni sono direttamente proporzionali ai consumi - significa che un guidatore medio percorrendo 20 mila chilometri/anno emette da 3 a 4 tonnellate di CO2. Il doppio del peso della propria auto, cinquanta volte il proprio peso corporeo, e così via. Sono valori impressionanti. Le accuse non si fermano qui. Nei primi otto anni di impegno volontario, i produttori di automobili hanno creato auto più grandi, che consumano sempre più benzina. Le auto infatti sono sempre più pesanti in quanto "Il peso medio delle nuove auto realizzate in Europa è cresciuto di 17 chilogrammi nel 2006, arrivando a 1,38 tonnellate". |
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