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Le promesse da marinaio della Asia Pulp & Paper

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Mercoledì 16 Maggio 2012 18:17

altCon una conferenza stampa il gruppo cartario Asia Pulp & Paper (APP), noto per aver abbattuto oltre un milione di ettari di foreste pluviali a Sumatra, ha annunciato al mondo che fermerà la deforestazione.


"APP annuncia nuove politiche sulle foreste ad alto valore di conservazione" tra cui "l'immediata sospensione dell'abbattimento di foreste naturali nelle proprie concessioni".


Secondo Terra! però siamo di fronte a una dichiarazione ben scritta, ma priva di sostanza, dato che le concessioni di  proprietà dell'impresa sono ormai già state convertite in piantagioni. Attualmente la conversione avviene in aree di proprietà pubblica, date dal governo a imprese che poi riforniscono la APP, ed è qui che le foreste vengono distrutte. Secondo l'associazione ambientalista l'annuncio non è sostanzialmente differente dalle precedenti politiche di "greenwashing" praticate dall'azienda.

 
 
 

Chi compra dalla Asia Pulp & Paper?

Giovedì 10 Maggio 2012 09:42


alt10 maggio 2012, Torino: Al Salone del Libro di Torino è stata lanciata un'iniziativa comune di WWF, Terra!, Legambiente e Greenpeace. Le associazioni ambientaliste hanno reso pubblica una lista di stampatori, distributori e tipografi italiani che appaiono ancora oggi essere clienti della Asia Pulp & Paper (APP). Come noto, questa impresa è considerata tra i principali attori della distruzione delle uniche e preziose foreste pluviali dell’isola di Sumatra. Queste foreste ospitano ecosistemi tra i più ricchi e diversificati del pianeta con migliaia di specie viventi, assicurando l’ultimo habitat di orango, elefante, rinoceronte e tigre di Sumatra, oltre a rappresentare la base di vita materiale e spirituale per centinaia di culture indigene.

 
 
 

28 aprile, #salvaiciclisti non possiamo mancare

Lunedì 16 Aprile 2012 15:36

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Terra! aderisce alla manifestazione #salvaiciclisti, il 28 aprile a Roma.


In via dei Fori Imperiali, la tappa italiana della campagna #Salvaiciclisti, per chi sceglie la bici o le proprie gambe come mezzo di trasporto; la manifestazione per la sicurezza di pedoni e ciclisti sarà in contemporanea con quella di Londra, a partire dalle 15.


#salvaiciclisti è un movimento popolare e spontaneo indipendente da partiti e associazioni che chiede alla politica interventi mirati per aumentare la sicurezza dei ciclisti sulle strade italiane, sulle quali sono morti negli ultimi 10 anni 2.556 ciclisti.


Tutto parte dall’iniziativa Cities fit for cyclists del giornale Times e dal manifesto che viene ripreso dai blogger italiani e rilanciato in rete sotto il nome di #salvaiciclisti.

 
 
 

UE contro sabbie bituminose: T&E decreta 1:0

Giovedì 26 Aprile 2012 11:27

altLa EU propone di introdurre sul mercato europeo la CARBON FOOTPRINT DI BENZINA E GASOLIO, ma l’industria del petrolio foraggia la lobby del no a Bruxelles. In gioco c’è l’arrivo in Europa delle SABBIE BITUMINOSE CANADESI.  Uno studio indipendente di Transport & Environment rivela: l'impronta ecologica costerebbe solo 0,005 Euro di più su un pieno di benzina.

 
 
 

Le piste ciclabili? Sono un calvario!

Venerdì 06 Aprile 2012 00:00
via ciclis prima stazioneANONIMO GRUPPO CICLISTA REALIZZA LA “VIA CICLIS”

Oggi, in occasione del venerdì santo, la Confraternita dei Ciclisti Fedeli ha apposto dodici cartelli lungo la pista ciclabile Voltabarozzo-Arcella, prima e fantomatica pista ciclabile continuativa della città.
L'azione è scherzosa e non offensiva e intende sottolineare la difficoltà di seguire la retta via da parte dei ciclisti, ancorché volonterosi e obbedienti: la pista si perde, devìa, è occupata, piena di buche, vessata dal parcheggio selvaggio, sparisce e non risorge.

Lavarsene le mani non si poteva più: si doveva agire ed è stato fatto.

I DODICI cartelli rappresentano il calvario quotidiano di ogni ciclista che la mattina va a lavorare o a studiare in bici, con le mille difficoltà che la città gli presenta. Dodici episodi simbolici e significativi, che assieme compongono la “via CICLIS” padovana: cadute, risalite, furti, prese in giro, imprevisti. Niente è risparmiato al povero ciclista che, lungo la strada, vede la sua bici rubata e incorre negli strali degli automobilisti ingiuriosi, convinti di essere gli unici autorizzati a fruire delle strade, piste ciclabili incluse.

 
 
 


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