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Scorie nucleari, ecco i 52 siti di stoccaggio |
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Ma la scelta del deposito nazionale per le scorie non sarà imposta, e avverrà d'accordo con le Regioni, con una sorta di asta: la comunità che accetterà i depositi radioattivi sarà infatti compensata con forti incentivi economici. In pratica si compreranno le Regioni per un programma energetico che nessuno condivide. Il lavoro svolto dalla Sogin e terminato ieri, ma è tuttavia finito in cassaforte in attesa della creazione dell'Agenzia per la sicurezza del nucleare che doveva già essere pronta prima dell'estate. Così ha voluto il governo, ricordando alla Sogin che ogni decisione della società rimane vincolata alla vigilanza della nascente authority. Anche questo è un altro tassello che porta il programma nucleare a sforare dai tempi programmati. La prima pietra per il nucleare era stata annunciata per il 2013, ora si parla già del 2014. Il rischio drammatico che si corre è quello del gioco dell'oca, dove si torna sempre indietro di una casella. La denuncia ufficiale dei tempi più lunghi per avviare la produzione di energia atomica è arrivata dal direttore per lo sviluppo sostenibile del ministero dell'Ambiente Corrado Clini, che ha affermato che occorre «riconsiderare tutta l'architettura normativa, senza fermare l'avvio delle procedure». Ricordando la rivolta di Scanzano Jonico, Clini ieri ha avvertito di «muoversi con i piedi di piombo, in quanto senza le condizioni di fattibilità il rischio è di rovinare tutto scatenando la rivolta delle popolazioni».
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