Regolarizzare i braccianti stranieri per proteggerli dal Coronavirus e dal caporalato

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Foto: Mario Poeta

Una sanatoria contro il Coronavirus, per garantire l’accesso alle cure e al lavoro pulito a chi vive nei ghetti del nostro paese. Questa la proposta lanciata da Terra!, Flai CGIL in una lettera aperta indirizzata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e ai Ministri Teresa Bellanova (Agricoltura), Nunzia Catalfo (Lavoro), Lamorgese (Interni), Roberto Speranza (Salute) e Provenzano (Sud). All’appello hanno aderito fra gli altri il Cardinale Konrad Krajewski (Elemosiniere di Papa Francesco), Don Ciotti (Presidente di Libera e Gruppo Abele), Roberto Saviano, Luigi Manconi, Mimmo Lucano, Fabrizio Barca (portavoce del Forum delle disuguaglianze), Caritas, Fondazione Migrantes, Emergency, Roberto Barbieri (Direttore di Oxfam Italia), Riccardo Vito (Presidente di Magistratura Democratica), Valentina Calderone (Direttrice di A Buon Diritto), Medici per i diritti umani (MEDU), Marco Omizzolo (Ricercatore Eurispes e Presidente di Tempi Moderni), Danilo Chirico (Presidente DaSud), Antonello Mangano (Terrelibere), Marina Galati (Vice presidente Coordinamento nazionale comunità di Accoglienza), CSC Nuvola Rossa, Co.S.Mi, Idorenin, Sanità di Frontiera. Sono poi giunte molte altre adesioni tra cui quelle di ARCI, Marco De Ponte (Segretario generale di ActionAid), Renato Franco Natale (Presidente associazione Masslo), Donato di Sanzio (Università di Salerno), Fabio Amato (Presidente Centro studi sulla mobilità-Migrazioni internazionali), MoMi (Università l’Orientale), Acli Terra Nazionale, Paolo Naso (Coordinatore di Mediterranean Hope), Maurizio Masotti (Curatore “Tracce Migranti-Nuovi paesaggi umani), Intersos, ASGI, ACLI Terra, ActionAid, Slow Food Italia, Avviso Pubblico, Milan Center for Food Law and Policy, Campagna Ero Straniero, Fairwatch.

>> Leggi la lettera e l’elenco completo dei firmatari <<

Come rappresentanti di sindacati e organizzazioni del terzo settore impegnate nel campo dell’ecologia, della tutela dei diritti umani, sociali e civili, i firmatari esprimono “profonda inquietudine e preoccupazione per le migliaia di lavoratori stranieri che abitano nei tanti ghetti e accampamenti di fortuna sorti nel nostro paese“. Molti di loro sono impiegati nel settore agricolo, indispensabile per la sicurezza alimentare. Ma come è noto, si legge nel testo, “le condizioni dei braccianti che oggi raccolgono i prodotti destinati alle nostre tavole sono spesso inaccettabili: le baraccopoli in cui sono costretti a vivere sono luoghi insalubri e indecenti, agli antipodi del valore stesso dei diritti umani”.

C’è il rischio che il Covid-19 arrivi in quegli insediamenti, tramutandoli in focolai della pandemia. Ma le soluzioni ci sono: la lettera segnala che i Prefetti – destinatari di nuovi poteri a seguito del DCPM del 09 marzo – possono adottare disposizioni volte alla messa in sicurezza dei migranti e richiedenti asilo presenti sul territorio, mediante l’allestimento o la requisizione di immobili a fini di sistemazione alloggiativa. Questo è dunque il momento di svuotare i ghetti e offrire un’alternativa migliore alle persone che li abitano. Non solo dal punto di vista igienico-sanitario, ma anche dei diritti fondamentali: molti stranieri si trovano oggi in condizioni di irregolarità acuite dai decreti sicurezza e non cercano lavoro per timore di essere fermate ai posti di blocco proliferati a seguito delle disposizioni anti-Coronavirus. Di qui la proposta di una sanatoria per far emergere chi è costretto a vivere e lavorare in condizioni di irregolarità. Sarebbe una misura di equità che, peraltro, arriverebbe in una fase di particolare crisi del settore primario. Gli agricoltori, infatti, hanno visto calare drammaticamente la disponibilità di lavoratori agricoli in alcune aree del Paese, perché l’emergenza Covid-19 ha causato l’interruzione dei flussi dai Paesi dell’Est Europa. Si è verificato infatti un rientro massivo da parte di persone immigrate da Romania e Bulgaria, mentre gli arrivi previsti dalla Polonia si sono azzerati.

“Il Coronavirus si batte anche promuovendo diritti e tutele – dichiara Fabio Ciconte, direttore dell’associazione Terra! – Le istituzioni possono finalmente dare corpo alla volontà di non lasciare nessuno indietro in questa emergenza. La sanatoria per tutti gli stranieri irregolari è indispensabile per consentire loro l’accesso alle cure e al lavoro, in un momento in cui i ghetti sono una potenziale bomba sanitaria e l’agricoltura è in crisi di manodopera. Ma questa non dev’essere l’occasione per rifornire il settore primario di lavoro a buon mercato in un momento di shock economico: accanto alle misure di regolarizzazione chiediamo un più forte impegno per contrastare il lavoro nero e il caporalato”.

22 Comments

  1. agostino mastrogiacomo ha detto:

    Qui in provincia di Latina il caporalato è un ruolo che non va in crisi e resiste beffardamente anche al covid19
    Bisogna agire con forza e decisione come si è fatto contro le mafie perchè di questo si tratta: metodo mafioso.
    Agostino Mastrogiacomo Presidente Acli Terra provincia di Latina

  2. Donata ha detto:

    contro i ghetti e per i diritti dei lavoratori

  3. Ornella Sanfilippo ha detto:

    Regolarizzazione indispensabile SUBITO. Dovuta per riconoscere dignità alle persone, indispensabile per evitare presenze di persone non controllabili dal punto di vista sanitario e sociale, indispensabile per ridurre disagio sociale diffuso di cui tutti gli abitanti nei territori finiscono col soffrire, indispensabile per togliere terreno alla criminalità di tutti i tipi.

  4. Lucia Marzoli ha detto:

    Basta trattare le persone come gli animali per arricchire i mafiosi

  5. maura bassi ha detto:

    In questo periodo gli immigrati senza permesso di soggiorno stanno vivendo, sul piano sanitario, un’emarginazione dai servizi di medicina ancora più estrema. Non hanno diritto al servizio di medicina di base come sempre, ma ora non possono usufruire nemmeno delle prestazioni ambulatoriali predisposte sul territorio dalle organizzazioni di volontari perché molte sono state costrette a chiudere.
    Non si tratta solo del rischio coronavirus, ma anche della mancata presa in carico rispetto a tutte le altre patologie. In assenza dell’assistenza della medicina generale, le persone non regolari si vedono costrette ad abbandonare le cure o a rivolgersi al servizio di pronto soccorso mettendo a repentaglio la loro vita, quella di altri pazienti e quella del personale sanitario.
    Se i nostri governanti o amministratori locali non riescono a trovare la motivazione umanitaria, almeno cerchino una spinta utilitaristica! Gli invisibili, e non solo i migranti, soprattutto in periodo covid-19, rappresentano un’emergenza lavorativa, sociale e sanitaria per tutta la società. La campana dell’economia e della sicurezza è la sola che la politica ascolta.

  6. Rita Barisone ha detto:

    Abbiamo bisogno dei migranti che possono lavorare in agricoltura e non solo. E devono uscire dai ghetti in cui sono costretti a vivere in condizioni disumane #regolarizziamoli

  7. Franco ha detto:

    Ottima iniziativa

  8. Tonio Dell'Olio ha detto:

    Non è una richiesta di solidarietà umana ma di GIUSTIZIA.

  9. Francesca ha detto:

    É necessario oltre che unano

  10. Giorgiio ha detto:

    Insistiamo con forza in questo appello che non fa altro che chiedere quanto é logico e conveniente sia per il popolo italiano, che per gli immigrati, da tutti i punti di vista.
    Basta con le campagne elettorali che cercano solo nemici!

  11. Arianna Marsico ha detto:

    .

  12. Gianluigi ha detto:

    Regolarizziamoli

  13. Beatrice Graziano ha detto:

    Auspico che si intervenga al più presto.

  14. Angela ha detto:

    Grazie per questa importante iniziativa che porterà ad una vera giustizia sociale e non solo.
    Non è solo l’occasione per restituire dignità a persona che per troppo tempo hanno sofferto, è anche un’opportunità di riscatto morale ed etico per chi ha consentito il perdurare di queste ingiustizie, per chi per troppo tempo ha fatto finta di non conoscere la condizione disumana in cui vivono i migranti. Grazie

  15. In questo momento queste persone vivono una condizione di emarginazione ancora peggiore. E’ un gesto di solidarietà umana, di giustizia sociale, ma anche di tutela della salute collettiva.

  16. Firmo per una giustizia più attenta ai più deboli e per contrastare il caporalato,

  17. sasa ha detto:

    una delle cose per un cambiamento vero!!!

  18. Brunella De Luca ha detto:

    Lo Stato sia garante della giustizia e della salute dei suoi abitanti.

  19. Silvana Uderzo ha detto:

    È una questione di giustizia.

  20. Isa ha detto:

    Se io fossi una bracciante non vorrei certo lavorare alla mercé dei caporali, senza alcun diritto!
    Sto dalla parte dei fratelli braccianti❤

  21. Raffaele Oliva ha detto:

    Sono uomini e hanno dignità uguale alla nostra.
    Ci hanno aiutati, aiutiamoli ora.

  22. Elena ha detto:

    No allo sfruttamento

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