Il pianto delle montagne abruzzesi nelle note dell’Orchestra dei Braccianti

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Foto: Valerio Muscella

L’Orchestra dei Braccianti di Terra! prosegue il suo lavoro di consolidamento tramite attività laboratoriali che in questa fase di lockdown vengono svolte in remoto. Cantanti e musicisti hanno comunque trovato un bel feeling e prodotto diverse registrazioni in queste settimane. Quella che segue rivisita un canto popolare abruzzese intitolato “Scura Maje“, che compare per la prima volta in forma scritta all’interno di un libro di poemi dialettali di Romualdo Parente, autore e musicista nato nel 1737 a Scanno.

“Mare maje, scura maje” è il lamento di una vedova perchè rimasta sola “senza fuoco e senza letto, senza pane e companatico”. “Amara me, triste me” è uno spaccato di tempi difficili tra le montagne d’Abruzzo dove perdere un marito – quindi braccia forti e salario – significava morire di fame.

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