Il grande carrello

Cacciatore, pragmatico, prudente, esperto, fan brand: chi sei tu? Che cliente sei? Non penserai mica di essere ignoto, autonomo e irriducibile mentre scegli cosa mangiare camminando in quei 17 milioni di metri quadrati che sono la superficie attualmente occupata dai supermercati? Oggi le grandi insegne di supermercati hanno un ruolo primario nella vita di tutti noi: il 70 per cento degli acquisti alimentari in Italia avviene in un esercizio della grande distribuzione organizzata (GDO). Ma da dove arriva il cibo che compriamo nei supermercati? Chi ne decide il prezzo e la disposizione sugli scaffali? Dietro un’apparenza banale, quasi anonima, il supermercato è in realtà il terminale ultimo di un intreccio di rapporti produttivi, sociali ed economici di cui l’acquirente finale nulla sa e nulla deve sapere.

Il libro si propone di scomporre e disvelare la realtà dietro gli scaffali: dai rapporti con i fornitori ai contratti con i lavoratori, dai reali costi delle offerte ai segreti del marketing della grande distribuzione. Attraverso le testimonianze dei principali protagonisti del mondo del commercio, il libro vuole essere un viaggio in una realtà che è parte integrante della vita di gran parte di noi e che la influenza molto più di quanto pensiamo.

Il grande carrello è disponibile in libreria o sul sito degli Editori Laterza

Gli autori

Fabio Ciconte è direttore dell’associazione ambientalista Terra! e portavoce della campagna FilieraSporca contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura. Impegnato da anni su tematiche ambientali e sociali, ha curato e redatto diversi studi, ricerche e inchieste giornalistiche sulle filiere agroalimentari. In particolare è coautore dei rapporti di ricerca della campagna FilieraSporca.

Stefano Liberti, giornalista e regista, pubblica da anni reportage di politica internazionale su diversi periodici italiani e stranieri. Per Minimum Fax ha scritto A Sud di Lampedusa. Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti (2008, Premio Indro Montanelli), Land grabbing. Come il mercato delle terre crea il nuovo colonialismo (2011, tradotto in più di dieci paesi) e I signori del cibo. Viaggio nell’industria alimentare che sta distruggendo il pianeta (2016).

Un estratto da Il grande carrello

«L’insegna luminosa è perfettamente visibile dalla strada. I cartelli all’ingresso del locale riportano la stessa offerta del volantino preso dalla cassetta della posta… L’ignoto supermercato somiglia a un luogo già tante volte visitato, in cui è impossibile perdersi, tanto i viali-corsie appaiono familiari e i percorsi definiti. Come una vera e propria città, un piano regolatore preciso stabilisce la divisione in quartieri, piazze e vie ad alto scorrimento, con una segnaletica studiata nei minimi dettagli. Ci sono i ‘punti caldi’, aree dove più frequentemente il consumatore transita o si ferma. I ‘punti freddi’, più distanti, poco illuminati e più trascurati, sorta di quartieri periferici. Ci sono le ‘testate di gondola’, parti terminali della scaffalatura che godono di una maggiore visibilità e sono spesso impiegate per vendite promozionali. C’è il cosiddetto ‘stopper’, cartellino perpendicolare al senso di marcia della clientela, con lo scopo di attirarne l’attenzione rallentandone o arrestandone lo scorrimento. Ci sono le ‘isole’, allestimenti scenografici che solitamente occupano un’area di alcuni metri quadri in cui sono posizionati espositori carichi di prodotti o promozioni. Gli spazi sono disposti secondo strategie precise».

«Alfonso ha 70 anni, una pensione minima e una piccola casa di proprietà. Vive solo e non ha un grande potere d’acquisto. Compra semplicemente il cibo che gli serve per nutrirsi, né più né meno. È venuto in questo nuovo punto vendita attratto da una pubblicità che ha trovato nella cassetta delle lettere: la passata di pomodoro a 39 centesimi, la pasta a 49, il tonno a 89. Ha cerchiato con la penna nera i tre prodotti sul volantino, che si è anche portato dietro per chiedere eventualmente a un commesso dove si trovano. Non avrà bisogno di domandare: come molti prodotti in offerta, i tre articoli sono in bella mostra, su cartelloni rossi ad altezza occhio, con il prezzo segnato in giallo. Alfonso agguanta quattro pacchi di pasta, tre bottiglie di passata, due scatole di tonno e li mette nella borsa che ha portato da casa. Accanto a lui vede muoversi l’ampia e variegata fauna che popola il supermercato: c’è la donna trentenne in tailleur elegante, che legge con attenzione le etichette e non bada ai prezzi. C’è la madre di famiglia che sta più attenta alla quantità che alla qualità: riempie il carrello all’inverosimile con prodotti di prima necessità e qualche sfizio, molti surgelati e diversi prodotti per la casa. Ci sono due ragazzi appena maggiorenni che comprano alcolici in offerta. Incurante di quanto gli accade intorno, Alfonso si dirige con il suo shopper pieno verso la cassa, ma qualcosa attira la sua attenzione: una caciotta alle noci scontata al trenta per cento. La osserva. La prende in mano. È indeciso, ma ne è attratto. Alla fine cede: venuto nel nuovo punto vendita solo per le offerte del volantino e risoluto a non comprare altro, si è fatto convincere. Il formaggio cade nella borsa. Il nostro Alfonso è il tipico ‘cliente cacciatore’, che si sposta da una catena all’altra a caccia di offerte».

 

News

10 Dicembre 2019

Il grande carrello a teatro

In Italia il 70 per cento degli acquisti alimentari avviene in un esercizio della Grande distribuzione organizzata. I supermercati hanno un ruolo primario nella vita di tutti noi. […]
15 Novembre 2016

Mercante in Fi(li)era – Un viaggio tra caporalato, sostenibilità e diritti

Da dove proviene il cibo che acquistiamo? Chi lo produce? Cosa si nasconde dietro prezzi invitanti e slogan confortevoli? E’ quello che abbiamo provato a raccontare lunedì […]