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CAMPAGNA NAZIONALE DI INFORMAZIONE, SENSIBILIZZAZIONE, PRESSIONE ISTITUZIONALE E MOBILITAZIONE VERSO (E OLTRE) IL VERTICE ONU SUL CLIMA DI PARIGI 2015

Dal 30 novembre all’11 dicembre 2015 si terrà a Parigi la 21° Conferenza delle Parti Onu sui Cambiamenti climatici (Cop21). A 6 anni di distanza dal vertice di Copenaghen, è la prima volta che finalmente l’attenzione sarà di nuovo concentrata sull’emergenza climatica. A Parigi verrà siglato con ogni probabilità l’accordo globale sul clima destinato nel 2020 a prendere il posto di Kyoto; accordo che rischia di essere una scatola vuota, e che tocca ai singoli governi riempire con impegni vincolanti ed azioni coerenti. Si tratta di una importante occasione per rimettere al centro dell’agenda politica nazionale e internazionale i temi che riguardano il modello di gestione delle risorse, la tutela ambientale, i diritti delle comunità, la sovranità di queste ultime sul territorio e, più in generale, il sistema economico nel suo insieme.

In Italia, in una fase politica nazionale che riduce sempre più gli spazi di partecipazione popolare, è nata  la Rete sociale Verso Parigi 2015 "Cambiamo il sistema non il clima" a cui Terra! Onlus ha aderito. La Rete raccoglie circa 80 realtà italiane tra organizzazioni ambientaliste, comitati locali, associazioni, centri studi etc. che operano da nord e sud del paese nella tutela del territorio e dei diritti, e sta lavorando promuovendo informazione, pressione istituzionale, mobilitazioni e azioni di visibilità sul tema dei cambiamenti climatici. Dopo diversi incontri, avvenuti nei mesi scorsi, la Rete ha deciso di promuovere la campagna "Cambiamo il Sistema non il Clima, verso Parigi 2015" il cui "Manifesto per la giustizia sociale, ambientale, climatica ed economica" (scaricabile a fine articolo) risulta essere, quindi, frutto di un percorso collettivo condiviso.

Roma, 24 giugno 2015 – Dal campo allo scaffale del supermercato, passando per le agenzie di intermediazione, le multinazionali e i grandi marchi della distribuzione, con quattro obiettivi: ricostruire la filiera del cibo; individuare gli “invisibili” del lavoro in agricoltura; chiedere una maggiore responsabilità solidale da parte di multinazionali e grandi imprese; chiedere norme più stringenti ed etichette più trasparenti. È questo il fil rouge di #FilieraSporca. Gli invisibili dell’arancia e lo sfruttamento in agricoltura nell’anno di Expo: il rapporto prodotto a sostegno della campagna slavery free di Terra! Onlus, daSud e Terrelibere.org e presentato oggi in conferenza stampa dalle associazioni promotrici insieme a Celeste Costantino (deputata SEL) e Giuseppe Civati (deputato Gruppo Misto).

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